martedì 1 novembre 2022

Sorgenti del Clitunno, Campello e Scheggino

 Le sorgenti del Clitunno le trovi lungo la Flaminia, non distante da Trevi. Le visitiamo in compagnia dei nostri due amici che non le conoscevano e ne rimangono entusiasti: sono di una bellezza che non ti stanchi di ammirare.

Noi ci eravamo stati nel 2015 e il tempo passato ci sembra aver ristretto il luogo: lo ricordavamo più grande, sicuramente meno frequentato. Ora è un po' assediato da ristoranti, bar e pizzerie che solo sette anni fa non ci sembra ci fossero. Ma una volta entrati in quello che fu strutturato nell'800 come parco dal conte Paolo Campello, tutto quel che è fuori si dimentica e non ti accorgi del tempo che passa. Non è un caso se Corot e Byron visitarono il luogo e lo citarono nelle loro opere e Giosuè Carducci ne fu tanto colpito da comporre l'ode "Alle fonti del Clitumno":

Ancor dal monte, che di foschi ondeggia
frassini al vento mormoranti e lunge
per l'aure odora fresco di silvestri
salvie e di timi,
scendon nel vespero umido, o Clitumno,
a te le greggi...

Dopo un paio di giri decidiamo di spostarci nel vicino paese di Campello ma la cosa si rivela un po' complicata. Campello è costituito dall'aggregazione di 13 frazioni e riusciamo a visitarne solo una e mezza: Acera, un affascinante borgo sulla cima di un colle, dominato da un castello, si rivela impenetrabile ad un automobile moderna, tutto stradine strette che ci costringono a temerarie retromarcia. Certo, potremmo girarlo a piedi, ma come si dice, si è fatta una certa e risentiamo anche dell'ora solare. Insomma è tardi e abbiamo fame, quindi raggiungiamo rapidamente l'Osteria del Tempo Perso, vicino Spoleto, dove siamo attesi da un cameriere simpatico, una cuoca bravissima e da un branco di turisti urlanti che ci deliziano con le loro voci melodiose. Non può andare sempre tutto bene.

Ci rifacciamo nel dopo pranzo recandoci a Scheggino: silenzio e scale, tante, sono adeguati e propedeutici ad una buona digestione. 

Il ritorno sarà un po' complicato: si conclude il ponte di Ognissanti e tutti ma proprio tutti stanno tornando a casa

sabato 4 giugno 2022

Cascata di Trevi nel Lazio

Oggi fa un gran caldo! Cosa c'è di meglio che recarsi in un luogo fresco? E' quel che provvediamo a fare senza indugio alcuno. La meta - e sì, stavolta abbiamo una destinazione, non si può rischiare! - è la cascata di Trevi. Dobbiamo fare un po' di strada ma non ci pesa e nonostante il fine settimana in un paio d'ore siamo sul posto. Scopriamo con disappunto che il sentiero è chiuso per il crollo di un ponticello ma non ci scoraggiamo: si scavalca, si supera un passaggio un po' difficoltoso ed eccoci immersi nella natura quasi incontaminata del Parco dei Monti Simbruini. Il salto della cascata non è particolarmente alto e spettacolare ma lo sono i colori e la trasparenza dell’acqua, la vegetazione intorno e la sensazione di trovarsi in un posto fresco, lontano dai suoni della civiltà.
Non che siamo soli: parecchi altri camminatori si sono avventurati lungo il percorso. Scopriremo in seguito che esiste un passaggio più sicuro a poca distanza da dove abbiamo scavalcato.


Ovviamente non possiamo resistere dal mettere i piedi in questa freschissima acqua: è veramente piacevole! Ma non bisogna pensare solo al godimento del corpo: anche lo spirito ha le sue esigenze. Perciò dopo aver sguazzato per bene ritorniamo indietro e ci mettiamo in cerca di un luogo spirituale: un ristorante di campagna, un'osteria, non siamo molto esigenti. Troviamo a poca distanza la trattoria Il Casale La Foce: perfetta! Le squisite pappardelle al ragù e l'abbondante tagliere di salumi e formaggi non ci fanno rimpiangere il fresco delle acque dell'Aniene, anche se fa caldo, fa veramente caldo


domenica 29 maggio 2022

Sarteano, Cetona, Fabro

Siamo in Val d'Orcia, al confine con la Val di Chiana e intendiamo visitare Sarteano. Si rivela una buona scelta: il paese è grazioso e ordinato, il castello sta in disparte, non particolarmente minaccioso. Ladislao re di Napoli tentò inutilmente di conquistarlo ma si scontrò con le milizie locali che lo difesero strenuamente. Magari dopo 600 anni se ne ricordano ancora, meglio non far sapere che siamo napoletani.
Per pranzare troviamo un posticino convincente: non è certo un ambiente moderno o sofisticato, anzi, non ha neppure l'insegna e il nome, Tripolitania, è dipinto in verticale sullo stipite della porta. Il locale ricorda più la cucina di una vecchia casa e dal nome si deduce che risale ad un centinaio di anni. Non chiediamo ma l'impressione è che sia a conduzione familiare e che chi ora lavora qui sia il bisnipote del militare tornato dalla Tripolitania. Il menù è strettamente del territorio, con piatti veramente buoni: non possiamo provarli tutti ma  pici al ragù di chianina ci convincono.


Abbandoniama Sarteano per proseguire per Cetona, meno memorabile ma solo per colpa della digestione in corso.

Terminiamo la giornata fermandoci brevemente, sulla via di casa, a Fabro


 

sabato 21 maggio 2022

Maenza, Fossanova, Sabaudia





Come mai siamo qui? Un caso, come al solito: è sabato e si va in giro. Per una volta non siamo a caccia di ristoranti ma ci ristoriamo con il panorama di Maenza (e con un panino portato da casa).
Visitiamo poi a lungo l'Abbazia di Fossanova.
Ma le giornate ormai sono lunghe e possiamo persino permetterci una puntatina sulla spiaggia di Sabaudia
 

sabato 27 novembre 2021

Montelibretti, agriturismo Il Solengo

Siamo qui per pranzare con gli amici romani, non distante da casa: una passeggiata. Invece il navigatore ci porta per campi e quando diciamo "per campi" è esattamente quello che ci succede! Se non fosse che ad un certo punto ci arrendiamo e torniamo indietro (anche se dovremmo essere a poche centinaia di metri dalla meta) ci impantaneremmo nel terreno arato di fresco.

Alla fine imbrocchiamo la strada giusta: quella che abbiamo percorso fino ad ora è buona solo per i trattori e gli altri mezzi agricoli. Il Solengo è il classico agriturismo più turismo che agri ma si mangia bene e siamo contenti di passare qualche ora insieme. Siamo circondati da turisti romani desiderosi di una boccata d'aria senza l'odiata mascherina. Tutti ridono e scherzano, il peggio sembra passato. Ma sarà veramente così?
Per gli splendidi maiali Cinta Senese che grufolano nel fango il peggio arriverà con le prossime feste...