domenica 7 gennaio 2018

Giove


"E' più grande Giove o Nettuno?" recitava un quiz di "Se lo sai rispondi", rubrica a premi del Topolino anni '60. "Giove!" rispondeva il bambino appassionato - come tutti in quegli anni - di pianeti e conquiste spaziali. Ma la risposta giusta era Nettuno, in provincia di Roma. Giove, paesino del Ternano, all'epoca contava solo 1600 abitanti, non molti meno di oggi che non arriva a 2000.


Oggi siamo a Giove per un viaggiucchio compensativo: domani non saremo insieme a Urbino e dobbiamo recuperare preventivamente il tempo che passeremo lontani.


Manco a dirlo, anche qui ci siamo già stati, ma è diventato molto difficile trovare un posto nei dintorni per noi nuovo.


Però non avevamo mangiato "da Piero", anche se ci era stato raccomandato: lo consigliamo a nostra volta! Cucina siculo-locale, senza pretese ma godibilissima. Meglio prenotare: siamo entrati molto presto e non c'era nessuno, ma alle 13 non c'era più un tavolo libero.


Giove è grazioso e ordinato: un enorme castello occupa il centro del paese e sembra mangiare tutto lo spazio disponibile. Le strette stradine intorno sono tipiche dei paesi della zona...


...ma guardando per bene non è difficile trovare qualcosa di particolare, come questa misteriosa lastra di travertino incisa, murata di fianco ad un portone...


...che senza troppo sforzarci possiamo agevolmente decifrare grazie al supporto del Comune.


Interessante, anche se rimaneggiata, questa bottega con un largo davanzale in pietra dove esporre la merce: chissà cosa vendeva.
Ma chi è che si intravede nella vetrina?


domenica 17 dicembre 2017

Castiglione del lago, Chiusi, Chianciano, Amelia


Non c'è che dire: siamo bravi a trovare posti interessanti per fare un giro, molto bravi a indovinare le migliori trattorie dove fermarci, ma quello che sappiamo fare veramente bene è cacciarci nei pasticci. Ma proseguiamo con ordine.
Fine settimana da brividi... di freddo! A dir il vero non è tanto freddo quando arriviamo - anzi ritorniamo, ché c'eravamo già stati nel 2013 - a Castiglione del Lago. Non è tanto freddo ma piove, piove che Giove la manda! Andiamo nel ristorante dove siamo stati allora, molto grazioso e dove si mangia niente male. Persone simpatiche, con le quali si chiacchiera bene, ma che sbagliano a fare i conti. Peccato. Magari ci saremmo fermati anche a dormire, ma preferiamo proseguire: andiamo verso Pienza. Ma non ci arriviamo, visto che lungo la strada il tempo peggiora e dalla pioggia si passa al nevischio, poi qualche fiocco più grosso, poi la neve, quella seria! La fida Citroen comincia a slittare, meglio non rischiare: ci fermiamo e proviamo a mettere le catene. Niente da fare, non si agganciano in nessun modo! Mi sa che sono troppo piccole per la nuova auto... e sta venendo buio. E sta nevicando sempre più fitto.



Ci incamminiamo verso il paese vicino: Chiusi. All'istante, non più al riparo dove eravamo fermi, cominciamo a trasformarci in due pupazzi di neve. L'ombrello serve poco perché c'è un bel vento che spinge i fiocchi fin dentro il collo. La strada è tutta salita, le valige ci impicciano, ma dobbiamo farcela! Altri disgraziati sono fermi a gingillarsi con le perfide catene da neve. Nessuno sembra in grado di risolvere l'indovinello: come si fa a mettere un ammasso di anelli intrecciati intorno ad un pneumatico? Ancora uno sforzo ed ecco le prime luci del paese! Un bar, ma non ci fermiamo: alla fine della salita spicca l'insegna luminosa dell'Albergo della Sfinge. Che nome incongruo, ma che fortuna! Siamo mezzo congelati, ansimanti e ricoperti da uno strato di ghiaccio che comincia istantaneamente a gocciolare sul tappeto della reception: non facciamo certo un bello spettacolo, ma ci danno lo stesso una stanza, calda, grande, comoda e dotata di una teiera elettrica. Al mattino c'è il sole, c'è un bel paese da visitare, c'è un bar con un barista simpatico che ci prepara la colazione e tutto sembra perfetto.


Visto che ci siamo, non ci facciamo sfuggire neppure un angolo di questo paese che NON intendevamo visitare.


Noi volevamo andare a Pienza, ieri sera, ma Pienza non ci ha voluti mentre Chiusi ci ha accolto. E ci piace proprio!


Troviamo i draghi in ferro battuto, tipici della zona...


...troviamo belle case calde e colorate...


...e troviamo persino il nostro albero di Natale: un bel ramo di pino, schiantato dalla neve, che trasciniamo fino alla macchina. Il paesaggio intorno è completamente imbiancato, ma la neve sulla strada si è sciolta: mettiamo in moto e ci dirigiamo verso Chianciano.


A Chianciano dovrebbe esserci la Festa del Cioccolato: le bancarelle - non tante - ci sono, ma è la gente che latita. Sarà il freddo, sarà che di queste feste oramai ce n'è un po' troppe, sarà che la location non è il massimo: una larga, anonima strada nella parte nuova di Chianciano, fra gli alberghi e le terme, mentre avremmo visto molto meglio il centro storico come scenario della festa. Non ci sembra sufficiente qualche vecchia moto in mostra: peccato, perché la cioccolata è molto buona.
Ripartiamo, direzione sud, senza una meta precisa: sappiamo solo che stasera torneremo a casa. Attraversiamo diversi paesi e paesini, prima di fermarci in una trattoria "paesana", subito dopo Amelia, da Montenero: mangiamo molto bene, cose semplici ma buone e anche se è veramente tardi nessuno ci mette fretta o ci tratta con poca gentilezza. Ecco un altro posto dove venire ancora e portare qualche amico! La sera è scesa ad oscurare il paesaggio, ormai non si distingue un albero dall'altro: è il momento di tornare finalmente a casa.


sabato 4 novembre 2017

Gaeta e Sperlonga


Ancora una volta a Gaeta: lo sai che ci piace.


Prima di tutto un giro sulla ruota panoramica. E non è l'unica novità qui intorno: si prepara il Natale, anche se con un certo anticipo, e si installano mercatini e attrazioni atte a catturare turisti .


C'è chi si diverte...


...chi un po' meno, ma il giro panoramico ci offre comunque un punto di vista insolito...


...anche se a tratti forse un po' sfocato.


Lungo il molo l' incontro inaspettato con una signora bellissima...


...la Signora del Vento. La visita a bordo è riservata, ma già guardarla da terra è affascinante, almeno quanto il suo nome.
Pranziamo, finalmente, da Masaniello: lo abbiamo mancato nelle nostre precedenti visite a Gaeta, stavolta non ce lo facciamo sfuggire. Ne vale la pena: anche se il servizio è un po' "concitato", i piatti sono all'altezza delle aspettative e il Greco di Tufo ci convince.



Dopopranzo a Sperlonga: Gaeta cominciava ad essere troppo affollata per i nostri gusti! Da qui su si vede fino al Circeo.


Non ci vuole molto impegno per trovare angoli graziosi...


...anzi è fin troppo facile, quasi scontato. Sperlonga è molto bella, ma forse ha perso ormai quella sincerità che tanto ci piaceva. Ci dirai che trovare un posto "sincero" a metà strada fra Roma e Napoli è un po' difficile, ma ti assicuro che non molti anni fa lo era.


Comunque sia la giornata volge al termine e bisogna decidersi a lasciare Sperlonga e tornare ciascuno alla sua casa.

mercoledì 1 novembre 2017

Orbetello e Ansedonia


E' chiaro che non si può e non si deve credere a tutto quello che ci vien detto: la gara a chi le spara più grosse ha il suo principale terreno di gioco proprio su Internet, pur non disdegnando campi più classici come tv e giornali. Ma se te lo diciamo noi, credici: abbiamo un sesto senso! O una fortuna sfacciata, che è lo stesso: quando usciamo di casa per un giretto - un viaggiucchio, come lo chiamiamo in questa sede - non solo non sappiamo mai dove andremo ma neppure ci siamo precedentemente preoccupati di informarci! Ciò nonostante, si va a colpo sicuro: oggi Orbetello. E caso, fortuna, sesto senso vuole che oggi a Orbetello si apra un'importante manifestazione enogastronomica alla sua dodicesima edizione: Gustatus 2017, cinque giorni fra cibi e vini della zona.


Si comincia con un assaggino, poi un altro, poi un antipasto di pesce della laguna, poi due dolcetti dell'isola d'Elba... fin quando non decidiamo di fare sul serio e puntare sul sicuro: andiamo da La Pergola, ché non vogliamo sfidare troppo la sorte... Ti dico solo che sia la spigola che l'orata alla brace sono perfette!


Il solito giretto in cerca del caffè del dopopranzo ci porta al Bistrò La Stazioncina: delizioso e curato, ma la nostra torta di mele è molto più buona!


Sulla strada del ritorno facciamo una deviazione per Ansedonia: per un motivo o per un altro non abbiamo mai esplorato adeguatamente il posto. In effetti la spiaggia vale la pena di sobbarcarsi un po' di sali-scendi.