martedì 1 gennaio 2019

Capodanno 2019



E' stato un anno bislacco il 2018. Bruciamo nel camino quel che ne resta.


Ma è inutile  un bilancio di ciò che è stato: lo sguardo non deve essere rivolto alle  spalle...


...e il nostro presente sarà sempre limpido  come le acque...


...nelle quali amiamo specchiarci.

sabato 29 dicembre 2018

Passignano sul Trasimeno e Corciano


Per l'ultimo viaggiucchio dell'anno ci dirigiamo con una coppia di amici verso il Trasimeno: vogliamo visitare Passignano, che ancora non conosciamo.
Come puoi vedere dalla foto, il posto è molto gradevole, si affaccia direttamente sul lago, con uno splendido panorama...


...quando c'è il sole! In realtà la foto precedente è di una cartolina, noi il paesaggio lo vediamo solo attraverso una densa nebbia!


Certo, chi è del luogo a queste cose non bada più di tanto e continua il suo lavoro come se nulla fosse. Ma noi non siamo qui per pescare e avremmo preferito un clima più mite. Comunque non ci scoraggiamo e facciamo un giro per le strette stradine del borgo. Il presepe vivente è di riposo e tutto sommato è una fortuna, altrimenti non avremmo potuto neppure percorrere questi vicoli che durante la manifestazione saranno zeppi di visitatori.


Vorremmo salire sulla rocca, da dove la vista sarà splendida, nelle giornate serene. Ma oggi è inutile sobbarcarci della scarpinata: anche da lì non si vedrà nulla.

Si viaggia - anzi, si viaggiucchia - non solo per diletto ma anche per conoscere: apprendiamo che nel '44 Passignano subì un violento bombardamento che distrusse la parte bassa della fortezza medievale. Sotto la pioggia di bombe trovarono la morte vecchi, donne e bambini. Ma l'obiettivo era militare: qui sorgeva la SAI Ambrosini, che all'epoca fabbricava aerei da combattimento.

Torniamo al diletto. E cosa c'è di più dilettevole di scoprire nuovi posti dove mangiare bene? Come sai, in questo siamo piuttosto bravi (e fortunati): senza tentennamenti ci infiliamo nella Bottega di Zefferino, una specie di salumeria con degustazione. E che degustazione! Anche i nostri amici sono piacevolmente impressionati dal menù di Zefferino.


Dopo il lauto e graditissimo pasto, un caffè e altri due passi nella nebbia, decidiamo di aver visto abbastanza di Passignano e ci spostiamo nella vicina Corciano.
Ci eravamo già stati un po' di anni fa (un bel po') ma eravamo capitati durante una manifestazione "medievale" e del paese non vedemmo moltissimo, presi com'eravamo dall'evento che coinvolgeva il paese tutto e i suoi abitanti.
Forse qui ce l'hanno come abitudine: va be' che siamo a ridosso del Natale, ma Corciano è stato interamente trasformato in un presepe a grandezza naturale!

I "pastori" e gli animali sono un po' rozzi, ma apprezziamo moltissimo lo sforzo di chi si è impegnato a lungo per regalarci queste scene.


Di sicuro non è stato un sentimento solo religioso a spingere molti corcianesi a lavorare per mesi ad un allestimento così complesso e senza alcun fine economico. E possiamo capirlo: anche noi, qualche anno fa, preparammo un bellissimo presepe nei locali della sezione dell'allora PCI, provando a giocare a Peppone e don Camillo... Giusto per ricordarlo, l'amministrazione di Corciano è al momento di centrosinistra.


Che dire? Corciano ci piace proprio. E c'è anche una casa in vendita che non è male: perché non farci un pensierino?

domenica 11 novembre 2018

Sutri


Se c'è una cosa che ci piace tanto è fare da Cicerone a chi il luogo non conosce e questa è l'occasione buona: torniamo a Sutri (ci eravamo stati a fine Agosto) per accompagnare in visita il ramo napoletano della famiglia, che mostra vivo  interesse per le bellezze della zona.


Combinazione, nella spianata della zona archeologica, ai piedi del colle Savorelli, c'è un bel mercato, ancora non infestato dagli addobbi natalizi: un giro e qualche piccolo acquisto non si possono e non si vogliono evitare.


Di qui passa la Francigena (e dove non passa?) e possiamo dire di averne percorso anche noi un tratto: almeno un centinaio di metri, sufficienti a raggiungere il sacello della Madonna del parto.
La chiesa, risalente al XIII secolo, è interamente scavata nel tufo: esternamente nulla fa pensare alle presenza di un tempio. L'articolato ambiente ipogeo, se si esclude la più recente zona absidale, nel I-II secolo era molto probabilmente un luogo di culto del dio Mitra: nel pavimento è perfettamente conservata la vasca dove con un battesimo dell'acqua si iniziavano gli adepti ai misteri del culto.
Come spesso si può riscontrare, riti e luoghi sono stati mantenuti dalla religione che ha preso il sopravvento: nei secoli queste grotte hanno conservato la loro funzione e il rito iniziatico che in seguito si è svolto non è dissimile da quello originario.






Sutri ha origini molto antiche, forse risalenti all'età del bronzo. Centro agricolo e commerciale nel periodo di dominazione etrusca, fu conquistata dai Romani nel 383 a.C., dopo la caduta di Veio.

Del periodo romano si conserva l'anfiteatro scavato nel tufo, databile tra la fine del I secolo a.C. e il I d.C. È a pianta ellittica e strutturalmente simile agli anfiteatri di Capua e Siracusa. La cavea è provvista di tre ordini di gradinate, che potevano ospitare fino a novemila persone: il sistema di scale e corridoi di accesso sono ancora oggi percorribili. La struttura, abbandonata con la caduta dell’Impero Romano, fino agli inizi del XIX secolo era completamente interrata e dimenticata. Tra il 1835 e il 1838 una campagna di scavo la riportò alla luce.


Dei bravi Cicerone sarebbero stati in grado di dare personalmente queste informazioni con le quali accompagniamo le foto, ma noi invece ci limitiamo a dire "bello! bello!", mentre una gentile guida locale ci fornisce dati e date.
La passeggiata sul colle è più avventurosa: ci infiliamo nel Bosco Sacro, anche se sarebbe chiuso ai visitatori dopo che la tempesta degli scorsi giorni ha abbattuto rami e interi alberi. In realtà è l'ingresso ad essere sbarrato, ma entrando dall'uscita... si può procedere lungo un percorso esclusivo, che ci riserva sorprese: il sottobosco è disseminato di numerosissimi funghi, commestibili e non, in quantità e varietà eccezionali. Ci limitiamo a scattare qualche foto: non vorremmo rovinare la piacevole gita con una raccolta avventata... visto che fra tanti esemplari siamo in grado di riconoscere solo questa russola.


sabato 10 novembre 2018

Trevignano e Bracciano


Sabato in famiglia allargata. Ancora una volta a Trevignano per lo spettacolo del sole che si riflette nello specchio dell'immobile superficie


Le giornate si accorciano sempre più, ma siamo ancora in tempo per una passeggiata in riva al lago.


Ci incantiamo a guardare le evoluzioni del pilota di un Canadair che si addestra al suo difficile lavoro: i fuochi dell'estate distano solo pochi mesi.



Ci spostiamo a Bracciano: un caffè al bar del Corso e poi di corsa verso il castello, che fra poco farà buio.


Saliamo orsù la rampa che mena a lo castello forte e oscuro. In su la soglia una guida ammantata ci attende: ci condurrà per le ampie sale ove dame e cavalieri intrecciavano caste danze, ché solo agli sguardi era permesso sfiorarsi, ci mostrerà le lunghe lance e gli alti cimieri, le corazze cesellate e le fini spade di Damasco, ci menerà per i ripidi scaloni, per le stanze dei signori che qui soggiornarono, per le segrete dove furono imprigionati gli sfortunati nemici, per le grandi cucine fumose, per i corridoi dove si tendevano mortali agguati, per i cortili dove si radunavano gli armigeri. E andremo su per le cime merlate delle torri, a cogliere gli ultimi raggi de lo sole che rapidamente cala, lasciando che le ombre della notte avvolgano queste mura antiche...







In effetti, quando il sole cala il già scuro maniero diviene sempre più oscuro e freddo: ma come faranno gli attuali proprietari a soggiornarvi? verranno qui solo nelle afose giornate dell'estate romana?
Certo è che il luogo non sembra particolarmente ospitale e mette anche una certa inquietudine, specie se ad accompagnarti è una guida che sta finendo il suo lavoro e ti distacca con ampie falcate, lasciandoti indietro nelle sale semibuie...
Il sapere che qui negli ultimi anni si sono svolti fastosi matrimoni non fa che lasciar perplessi, specie quando si apprende che le cerimonie si sono svolte nelle ampie ma tetre e polverose  sale delle guarnigioni: ma non è meglio uno di quei ristoranti pacchiani, vista lago, con i cigni che intrecciano i colli?


sabato 27 ottobre 2018

Assisi


 Siamo già stati anche qui ad Assisi: diventa sempre più difficile trovare bei posti nel centro Italia che ancora non abbiamo visitato. Il tempo non è un granché, ma godiamoci questa giornata già ventosa e per ora senza pioggia, che domani sarà molto peggio.
Parcheggiamo giù a San Damiano (sì, è vero: per non pagare il ticket), ai piedi di una salita impervia da percorrere faticosamente. Ma a volte rinunciare ad una comodità riserva sorprese precluse ai più: lungo la strada troviamo una graziosa cappella che diversamente non avremmo visto.
Da un finestrino nella porta si può sbirciare dentro...

...e l'interno ci lascia sorpresi! A giudicare da fuori, non avremmo mai immaginato tanta bellezza nascosta!

Sali, sali, sali, alfin si giunge in cima: da Piazza Santa Chiara la vista giù nella valle è stupenda e le nuvole che vanno addensandosi creano uno sfondo perfetto.


...ma non ci lasciamo distrarre facilmente, noi! Come puoi facilmente immaginare, la scarpinata ci ha messo un certo appetito e qui non manca dove fare una spuntino: c'è un locale che abbiamo passato da pochi passi che sembra interessante, anche se da fuori sembra solo una salumeria con qualche tavolo per consumare un panino. Difficilmente sbagliamo: il Tagliere del Buongustaio è così appetitoso e ricco che te lo consigliamo. Anche se siamo costretti a portare via una doggy bag gonfia di ogni bendidio, che non riusciamo a mangiare neppure innaffiandolo con un buon Rosso di Montefalco: noi non buttiamo via nulla, questa sarà la nostra cena.

Dopo un pranzo così "rude",  ci rifugiamo nell'elegante Gran Caffè a Corso Mazzini: la vetrina della pasticceria ci ha stregato! e anche l'interno si rivela interessante e curato, seppure con qualche piccola caduta di gusto...
Ci sono turisti a bizzeffe e per scattare una foto della sala dobbiamo aspettare un bel po' che si sfolli, altrimenti avresti visto solo persone in piedi. Qui non devono risentire particolarmente della crisi, ma si sa, il turismo religioso "tira" sempre. Noi che abbiamo già visitato la basilica di San Francesco prima del terremoto, preferiamo astenerci e serbare quel ricordo: meglio curiosare fra i vicoli, mettere il naso nei portoni socchiusi, aggirarsi fra le colonne del tempio di Minerva nella grande piazza del Comune...

...e proprio difronte al tempio (ora chiesa di Santa Maria Sopra Minerva) si apre un passaggio nella lunga facciata del Palazzo dei Priori, oggi sede del Comune di Assisi: la Volta Pinta, un passaggio a volta, completamente affrescato a grottesche.
Invece di fianco al tempio, l'altissima Torre del Popolo, col grande orologio.


Ma è al centro della piazza che sta avvenendo qualcosa di particolare: una coppia di musicisti con i loro strumenti autocostruiti si sta esibendo. Molto molto piacevole!

Ancora qualche giro e poi riprendiamo la strada che ci ha portato quassù: stavolta però ci fermiamo all'altezza del monastero di San Damiano...

e fra le fronde scorgiamo la statua del santo: accosciato in meditazione, quasi in una posizione yoga, lo sguardo perso in questo splendido paesaggio.