venerdì 19 luglio 2024

Scario e il Cilento

 

In fuga dal nostro paese assediato da giovani festanti, ne approfittiamo per una tre-giorni a Scario. Antiche amicizie che frequentano o hanno frequentato Scario ci legano a questi luoghi magici anche se in realtà li vediamo per la prima volta. Ma tanto bene e tanto nel dettaglio ce ne hanno parlato negli anni che è come se qui fossimo già stati. 
Alloggiamo presso la Country House Verdeblu, proprietà di Ornella, un'amica di Francesca, una struttura che occupa una vasta proprietà, abbastanza grande da comprendere un boschetto, un torrente, alberi da frutto, diversi animali e naturalmente ampi spazi comuni attrezzati. Un posto dove si potrebbero passare diversi giorni di vacanza senza neppure l'esigenza di uscirne. Ma siamo qui per andare in giro per il Cilento, come piace a noi, e ci mettiamo subito in marcia per raggiungere la poco distante Oasi delle Cascate Capelli di Venere a Casaletto Spartano.

Dalla foto si può avere solo una vaga idea della bellezza del luogo. Dal Capelvenere, la felce che ricopre abbondantemente le rocce, deriva il nome di questa splendida località, frequentata da amanti del trekking e fanatici viaggiucchiatori come noi. La possibilità di bagnarsi sotto le fresche cascatelle - alimentate dal Bussentino, un affluente del Bussento - non viene trascurata dai frequentatori dell'Oasi.
Il ponte in pietra che scavalca il fiume risale all'epoca dei Normanni. Più sicuro è quello in legno che mena al vecchio mulino ad acqua, restaurato e visitabile. 
L'acqua del Bussento la troviamo il giorno dopo a Morigerati, dove il fiume, che scorre sotterraneo per buona parte del suo tratto, riappare nelle Grotte del Bussento, divenute oasi del WWF. Per raggiungerle si percorre un sentiero non molto impegnativo, eccezion fatta nelle ore estive più calde, quando noi decidiamo di affrontarlo. Ma lo spettacolo che si può ammirare entrando nella grotta vale la scarpinata.
Anche in questo caso le emozioni non sono traducibili in immagini se non in minima parte. 
Il Cilento non lesina emozioni a chi è disposto a camminare un po'. Bisogna solo mettersi d'accordo su quale sia questa quantità: potrebbe trattarsi di diversi chilometri di sentiero non agevole e con una discreta pendenza. Ma non ci lasciamo impressionare e affrontiamo decisi la strada che porta al pianoro di Ciolandrea. Scopriamo presto che potevamo parcheggiare molto più avanti e risparmiare un bel pezzo del percorso. Ma quella era la parte facile, carreggiabile, il sentiero difficile comincia appunto dove ci saremmo potuti fermare con l'auto... Dobbiamo percorrere un lungo tragitto non facile per giungere al punto panoramico dove si apre uno spettacolo di grande bellezza. Più avanti c'è un monte dalla cima ricoperta di antenne televisive: decidiamo che una volta tornati indietro raggiungeremo anche quella cima, comodamente, in auto.
Finora il famoso mare del Cilento lo abbiamo visto a distanza o abbiamo fatto il bagno in posti non eccezionali. Dobbiamo farci accompagnare dall'amico Pino che qui è di casa per vedere una delle perle del Cilento, la Spiaggia della Sciabica. Ci si arriva solo via mare, con una barca che ti porta e che poi devi aspettare per tornare indietro. Dove siamo non c'è assolutamente nulla, solo sabbia grossa e mare cristallino e bisogna aver portato cibo e bevande e un ombrellone: qui non c'è nessun riparo dal sole fino al tramonto.

Concludiamo in bellezza con una fantastica cena per festeggiare il compleanno di Pino all'Osteria Tancredi, a Caselle in Pittari: se ti capitasse di andare in zona, non fartela mancare.






lunedì 27 maggio 2024

San Polo dei Cavalieri


Questo si che è un viaggiucchio alla vecchia maniera! Sì esce di casa per fare un giro prima di pranzo e ci si ritrova a macinare più di 50 chilometri per fermarsi in un posto "a caso". E il caso vuole che si giunga a San Polo dei Cavalieri, paese sfiorato più volte nei nostri vagabondaggi e mai visitato: c'era sempre una freccia che indicava "S.Polo" che abbiamo ignorato ma questa è la volta buona per dare un'occhiata più o meno approfondita. In 
effetti il tempo per una visita accurata non è poi molto: l'ora è più adatta al pranzo. Convenuto che la scelta è opportuna, avvistiamo un locale adatto alla bisogna e siamo fortunati: nonostante siano le 14 il Braciere ci accoglie senza problemi. Ristorante classico, come piace a noi, senza fronzoli e arredamenti pretenziosi. Panorama stupendo, del quale puoi farti un'idea dalla foto seguente. Tranquillità, cortesia e un buon rosso sfuso (ormai ce ne facciamo bastare un "quartino" in due), ottime pappardelle con cinghiale a pezzettoni (e non macinato!), bistecca di manzo gigante, tenerissima, che avremmo giusto preferito servita su una pietra calda, vista "l'estensione".


Dopo pranzo San Polo si mostra senza fretta, in una lunga passeggiata.
Su tutto domina il Castello Orsini-Cesi-Borghese, imponente e in perfetto stato, attualmente di proprietà privata. L'impianto medievale rivela i suoi dieci secoli di vita: le torri merlate semicircolari mostrano ancora le caditoie da adoperare per tenere lontani gli assedianti. L'edificio, sede di fondazione nel 1603 dell'Accademia dei Lincei, ospitò Galileo Galilei.
Il resto del paese è discretamente abitato e abbastanza ben conservato ma diverse case sono in vendita, qualcuna in stato di abbandono. Ci aggiriamo con curiosità contando i bidoncini della differenziata, sicura spia della presenza di abitanti. Certo è che questi oggetti sono disturbanti e per nulla invisibili: la raccolta porta a porta ha inciso negativamente sull'aspetto dei centri storici. Comunque il fascino delle antiche mura è sempre apprezzabile, anche quando sono disposte lungo strette scalinate che si intrecciano con pericolose pendenze. Purtroppo per fare i viaggiucchiatori ci vuole spirito ma anche buone gambe!

sabato 11 maggio 2024

Nepi

A Nepi si può godere di una splendida vista ma solo se si sale sulla torre del castello. Non esiste un altro punto di osservazione così alto ma costa sudore salire salire fin sugli spalti. Il panorama ripaga della fatica
Il castello, detto anche Rocca dei Borgia, ha una storia che si perde nei secoli. Sicura è la datazione al secolo XI della torre quadrata che è ora inglobata nel mastio circolare che noi faticosamente abbiamo scalato. Lo stato di conservazione non è certo ottimale

Nepi offre anche interessanti vestigia sotterranee: nella Cattedrale di Nepi è da vedere la cripta ad oratorium, sorretta da 24 colonne, che risale all’XI secolo. Interessante il Portico della fine del XV secolo, costituito da tre archi a tutto sesto con due colonne di granito

C'è dell'altro: nei pressi del cimitero è possibile visitare le catacombe di epoca romana che conservano ancora qualche porzione di affreschi
 

martedì 7 maggio 2024

Isola Farnese

Ci siamo passati accanto più volte ma non avevamo mai visitato questo luogo isolato eppure vicinissimo alla grande città che lo circonda. Lasciando la Cassia dalle parti di La Storta, ci si inoltra per un paio di chilometri come per andare verso le rovine di Veio e, proprio dove la strada piega a sinistra per scendere verso il sito, si scorge in alto il castello di Isola Farnese. Fermiamo qui l'auto e ci inerpichiamo lungo la scalinata che sbocca nella piazzetta davanti l'arco di accesso al borgo medioevale. Pur trovandoci praticamente a Roma, veniamo proiettati indietro nel tempo, quando nelle zone periferiche si attendeva l'arrivo degli ambulanti per fare la spesa: un camioncino di frutta e verdura è attorniato dai compratori, come qui deve essere sempre stato e ancora adesso è.
Passiamo l'arco ed entriamo nel borgo


Visto da vicino il castello sembra meno imponente, più simile ad una raffinata residenza patrizia, molto meno imponente di come appare in questa stampa ottocentesca


Il borgo è molto piccolo, vi abitavano coloro che lavoravano per i signori del castello, ancora adesso occupato da una nobile famiglia: riusciamo a scorgere il signor marchese che impartisce ordini ad un operaio che sta lavorando ad una dependace dell'edificio principale
Scambiamo due chiacchiere con un'anziana residente: lei qui ci è nata e conosce fatti e aneddoti del luogo. Ci racconta della semplice vita che si svolgeva al servizio dei castellani
Fuori dalle mura le più recenti e semplici abitazioni dei braccianti che lavoravano nei campi della vasta proprietà. Molte di queste case sono diventate seconde abitazioni di romani che vogliono trovare qui, a due passi da Roma, anzi, dentro la città, i sapori di una volta


giovedì 2 maggio 2024

Calcata

 

Casa nostra è a due passi da Calcata eppure veniamo qui di rado. 40 anni fa non abbiamo scelto di abitare qui perché ci sembrava un luogo disabitato e troppo silenzioso per noi che venivamo dalla grande città, ora è un borgo fin troppo affollato, inaccessibile nei fine settimana, pieno di ristorantini pieni di turisti. Eppure resta un luogo affascinante, che riesce a suo modo ad apparire ancora originale, con le sue casette di tufo a volte un po' rabberciate, i suoi personaggi ormai invecchiati ma che sembrano essersi cristallizzati nel tempo, le insegne dei locali storici che non ci sono più, i vicoli dove risuonano i nostri passi in un'atmosfera sospesa.
Oggi è un giovedì e possiamo goderci il paese quasi come se fossimo ancora negli anni '80, quando per la prima volta ci siamo affacciati fra queste pietre seguendo il suono di una banda che suonava nella nebbia di un mattino di primavera