sabato 4 giugno 2022

Cascata di Trevi nel Lazio

Oggi fa un gran caldo! Cosa c'è di meglio che recarsi in un luogo fresco? E' quel che provvediamo a fare senza indugio alcuno. La meta - e sì, stavolta abbiamo una destinazione, non si può rischiare! - è la cascata di Trevi. Dobbiamo fare un po' di strada ma non ci pesa e nonostante il fine settimana in un paio d'ore siamo sul posto. Scopriamo con disappunto che il sentiero è chiuso per il crollo di un ponticello ma non ci scoraggiamo: si scavalca, si supera un passaggio un po' difficoltoso ed eccoci immersi nella natura quasi incontaminata del Parco dei Monti Simbruini. Il salto della cascata non è particolarmente alto e spettacolare ma lo sono i colori e la trasparenza dell’acqua, la vegetazione intorno e la sensazione di trovarsi in un posto fresco, lontano dai suoni della civiltà.
Non che siamo soli: parecchi altri camminatori si sono avventurati lungo il percorso. Scopriremo in seguito che esiste un passaggio più sicuro a poca distanza da dove abbiamo scavalcato.


Ovviamente non possiamo resistere dal mettere i piedi in questa freschissima acqua: è veramente piacevole! Ma non bisogna pensare solo al godimento del corpo: anche lo spirito ha le sue esigenze. Perciò dopo aver sguazzato per bene ritorniamo indietro e ci mettiamo in cerca di un luogo spirituale: un ristorante di campagna, un'osteria, non siamo molto esigenti. Troviamo a poca distanza la trattoria Il Casale La Foce: perfetta! Le squisite pappardelle al ragù e l'abbondante tagliere di salumi e formaggi non ci fanno rimpiangere il fresco delle acque dell'Aniene, anche se fa caldo, fa veramente caldo


domenica 29 maggio 2022

Sarteano, Cetona, Fabro

Siamo in Val d'Orcia, al confine con la Val di Chiana e intendiamo visitare Sarteano. Si rivela una buona scelta: il paese è grazioso e ordinato, il castello sta in disparte, non particolarmente minaccioso. Ladislao re di Napoli tentò inutilmente di conquistarlo ma si scontrò con le milizie locali che lo difesero strenuamente. Magari dopo 600 anni se ne ricordano ancora, meglio non far sapere che siamo napoletani.
Per pranzare troviamo un posticino convincente: non è certo un ambiente moderno o sofisticato, anzi, non ha neppure l'insegna e il nome, Tripolitania, è dipinto in verticale sullo stipite della porta. Il locale ricorda più la cucina di una vecchia casa e dal nome si deduce che risale ad un centinaio di anni. Non chiediamo ma l'impressione è che sia a conduzione familiare e che chi ora lavora qui sia il bisnipote del militare tornato dalla Tripolitania. Il menù è strettamente del territorio, con piatti veramente buoni: non possiamo provarli tutti ma  pici al ragù di chianina ci convincono.


Abbandoniama Sarteano per proseguire per Cetona, meno memorabile ma solo per colpa della digestione in corso.

Terminiamo la giornata fermandoci brevemente, sulla via di casa, a Fabro


 

sabato 21 maggio 2022

Maenza, Fossanova, Sabaudia





Come mai siamo qui? Un caso, come al solito: è sabato e si va in giro. Per una volta non siamo a caccia di ristoranti ma ci ristoriamo con il panorama di Maenza (e con un panino portato da casa).
Visitiamo poi a lungo l'Abbazia di Fossanova.
Ma le giornate ormai sono lunghe e possiamo persino permetterci una puntatina sulla spiaggia di Sabaudia
 

sabato 27 novembre 2021

Montelibretti, agriturismo Il Solengo

Siamo qui per pranzare con gli amici romani, non distante da casa: una passeggiata. Invece il navigatore ci porta per campi e quando diciamo "per campi" è esattamente quello che ci succede! Se non fosse che ad un certo punto ci arrendiamo e torniamo indietro (anche se dovremmo essere a poche centinaia di metri dalla meta) ci impantaneremmo nel terreno arato di fresco.

Alla fine imbrocchiamo la strada giusta: quella che abbiamo percorso fino ad ora è buona solo per i trattori e gli altri mezzi agricoli. Il Solengo è il classico agriturismo più turismo che agri ma si mangia bene e siamo contenti di passare qualche ora insieme. Siamo circondati da turisti romani desiderosi di una boccata d'aria senza l'odiata mascherina. Tutti ridono e scherzano, il peggio sembra passato. Ma sarà veramente così?
Per gli splendidi maiali Cinta Senese che grufolano nel fango il peggio arriverà con le prossime feste...


domenica 19 gennaio 2020

Vivaro Romano


Oggi andiamo su per i monti e ci fermiamo a mezza costa sul Monte Croce, in un paesino che ci sembra sincero.


Vivaro Romano è un comune dell'estrema ed estesa provincia romana, tanto estesa che questo paese di soli 161 abitanti (ultimo dato Istat disponibile) confina con l'Abruzzo. Di qui non ci si passa per caso, bisogna venirci di proposito e il nostro proponimento di oggi è visitare questo ventoso e panoramico comune e dar man forte all'esiguo numero di partecipanti alla festa di S.Antonio.


In questa occasione vengono benedetti gli animali del paese e viene acceso un gran fuoco. Qui il fuoco non c'è, ma ci sono gli animali pronti a fare la loro parte.

In mancanza di una vera e propria banda musicale, un piccolo gruppo di vivaresi si esibisce interpretando alcuni brani della tradizione popolare.


I partecipanti non riescono a riempire la piazza: fortuna che ci siamo noi e qualche altro turista "ufficiale", attirati qui su da un servizio andato in onda sulla TGR giorni fa. Pochi anche gli animali da benedire: due cavalli, cinque cani, una capra e i suoi due capretti. Il prete non ha molto lavoro.
I volontari della pro loco offrono ai presenti salame, ottimo cacio di capra e una buonissima torta di polenta.
Purtroppo non è possibile acquistare nulla di tutto ciò e ripieghiamo sul pecorino di Amatrice in vendita nell'emporio della signora Vincenza. Prendiamo contatti con un'azienda locale sperando di tornare a comprare le cose buone prodotte a Vivaro.