lunedì 20 febbraio 2023
Santa Marinella
D'inverno Santa Marinella non ci dispiace. D'estate sarà sicuramente apprezzabile per molti motivi ma siamo sicuri che non fa per noi.
Oggi concentriamo il nostro girovagare nella zona dei Grottini: c'è un sito archeologico molto interessante che aspetta da anni di essere "scoperto". Per ora c'è solo un cartello che ci fornisce alcune informazioni sulla villa di epoca romana che l'erosione del mare ha portato alla luce, snudando parte delle strutture cementizie.
Ancora più interessanti sono le tracce di insediamenti delle età del Bronzo e del Ferro e addirittura di fossili di epoca pliocenica.
Sulla sommità della collina sorge il bel casale abbandonato che apprendiamo - non dal cartello - essere al centro di una disputa per la sua proprietà fra soggetti privati e il Comune.
venerdì 13 gennaio 2023
Tagliacozzo
Il paese non è molto grande e ci mettiamo poco a girarlo, anche se siamo costretti ad inerpicarci per strette stradine e ripide scale. Visitiamo una chiesa, ci affacciamo nel portone di un convento di Clarisse.

Ci saluta uno splendido tramonto che tinge di rosa la cima del Velino.
mercoledì 9 novembre 2022
Arpino, Isola del Liri, Abazia di Trivulzi, Posta Fibreno, San Donato Val di Comino
Si comincia dalle rovine dell'antica Acropoli che risale all'800 a.C., custodita all'interno di tre chilometri di mura megalitiche, nelle quali si apre questa rara porta a sesto acuto. Attraverso la porta, sullo sfondo si scorge la medioevale Torre di Cicerone, fatta erigere da Carlo d'Angiò nel 1265 a difesa della Valle del Liri.
Tutto sommato meno interessante la cittadina, anche perché siamo decisamente fuori stagione e trovare anche solo un ristorante aperto è un'impresa.

La tappa successiva ci porta all'Abazia di Trivulzi che visitiamo a lungo ma separatamente: i cagnolini, anche se microscopici non sono ammessi. Fantastico il giardino e di grande bellezza le sale della farmacia.

martedì 1 novembre 2022
Sorgenti del Clitunno, Campello e Scheggino
Le sorgenti del Clitunno le trovi lungo la Flaminia, non distante da Trevi. Le visitiamo in compagnia dei nostri due amici che non le conoscevano e ne rimangono entusiasti: sono di una bellezza che non ti stanchi di ammirare.
Dopo un paio di giri decidiamo di spostarci nel vicino paese di Campello ma la cosa si rivela un po' complicata. Campello è costituito dall'aggregazione di 13 frazioni e riusciamo a visitarne solo una e mezza: Acera, un affascinante borgo sulla cima di un colle, dominato da un castello, si rivela impenetrabile ad un automobile moderna, tutto stradine strette che ci costringono a temerarie retromarcia. Certo, potremmo girarlo a piedi, ma come si dice, si è fatta una certa e risentiamo anche dell'ora solare. Insomma è tardi e abbiamo fame, quindi raggiungiamo rapidamente l'Osteria del Tempo Perso, vicino Spoleto, dove siamo attesi da un cameriere simpatico, una cuoca bravissima e da un branco di turisti urlanti che ci deliziano con le loro voci melodiose. Non può andare sempre tutto bene.
Ci rifacciamo nel dopo pranzo recandoci a Scheggino: silenzio e scale, tante, sono adeguati e propedeutici ad una buona digestione.
Il ritorno sarà un po' complicato: si conclude il ponte di Ognissanti e tutti ma proprio tutti stanno tornando a casa
sabato 4 giugno 2022
Cascata di Trevi nel Lazio

Oggi fa un gran caldo! Cosa c'è di meglio che recarsi in un luogo fresco? E' quel che provvediamo a fare senza indugio alcuno. La meta - e sì, stavolta abbiamo una destinazione, non si può rischiare! - è la cascata di Trevi. Dobbiamo fare un po' di strada ma non ci pesa e nonostante il fine settimana in un paio d'ore siamo sul posto. Scopriamo con disappunto che il sentiero è chiuso per il crollo di un ponticello ma non ci scoraggiamo: si scavalca, si supera un passaggio un po' difficoltoso ed eccoci immersi nella natura quasi incontaminata del Parco dei Monti Simbruini. Il salto della cascata non è particolarmente alto e spettacolare ma lo sono i colori e la trasparenza dell’acqua, la vegetazione intorno e la sensazione di trovarsi in un posto fresco, lontano dai suoni della civiltà.
Non che siamo soli: parecchi altri camminatori si sono avventurati lungo il percorso. Scopriremo in seguito che esiste un passaggio più sicuro a poca distanza da dove abbiamo scavalcato.
Ovviamente non possiamo resistere dal mettere i piedi in questa freschissima acqua: è veramente piacevole! Ma non bisogna pensare solo al godimento del corpo: anche lo spirito ha le sue esigenze. Perciò dopo aver sguazzato per bene ritorniamo indietro e ci mettiamo in cerca di un luogo spirituale: un ristorante di campagna, un'osteria, non siamo molto esigenti. Troviamo a poca distanza la trattoria Il Casale La Foce: perfetta! Le squisite pappardelle al ragù e l'abbondante tagliere di salumi e formaggi non ci fanno rimpiangere il fresco delle acque dell'Aniene, anche se fa caldo, fa veramente caldo

















