domenica 2 giugno 2013

sabato 1 giugno 2013

Bellegra, più su delle nuvole


Dire "più su delle nuvole" di un paese che supera di poco gli 800 metri può sembrare esagerato. Eppure affacciandosi dal belvedere di Bellegra (niente più che un terrazzino che sovrasta la sede di un'associazione teatrale...) l'altezza sembra enorme e, soprattutto, ci si rende conto che le nuvole sono più in basso, quasi si fosse in volo su un aereo o sospesi in cielo nel cesto di una mongolfiera.

Bellegra è uno di quei paesini dell'Appennino laziale che, pur compresi nella provincia di Roma, sono decisamente isolati dalla Capitale. Eppure poco più di 60 chilometri separano il Palatino da queste viuzze odorose di muschio, particolarmente fredde in un sabato di Giugno che sembra al più Marzo, ma di quei Marzo che "nu poco chiove e n'ato ppoco stracqua: torna a chiovere, schiove, ride 'o sole cu ll'acqua".
E di acqua ne viene giù in abbondanza: bisogna essere un po' matti come noi per decidersi a lasciare la città e intraprendere un percorso fatto di curve, di fossi e di buche (le strade laziali lasciano un po' a desiderare, ultimamente: speriamo nella nuova amministrazione) per andare alla scoperta di questo luogo di cui abbiamo giusto sentito decantare una trattoria, della quale poi non ricordiamo il nome! Ma abbiamo bisogno di aria, di paesaggi e di... tagliatelle! e nulla può fermare una coppia decisa come noi! ci fosse anche il diluvio!

Di paesaggi, nella "città dei panorami", appellativo di cui Bellegra si fregia, ce n'è in abbondanza! dovunque ti affacci boschi e monti! Scopriamo che qui c'è anche "una delle più importanti manifestazioni carsiche ipogee presenti nella Regione Lazio": la Grotta dell'Arco. Ma si era detto paesaggi e non grotte: quelle le conserviamo per la prossima volta, che già fuori è fin troppo umido! Ci aggiriamo dunque per il paese, dovendo purtroppo constatare che è stato ampiamente rimaneggiato sin dagli anni '60: cerchiamo di capire come doveva essere questo posto quando non c'erano tutte queste orribili case a rovinare i tanto decantati panorami e dobbiamo ammettere che, tolti quei quattro palazzi che svettano testimoniando l'incapacità dei geometri dello scorso secolo, tolte quella ventina di palazzine che dimostrano l'incultura degli architetti odierni, tolto l'orrendo serbatoio dell'acqua, incastrato fra una torre e un edificio medioevale, tolte le ciotole in cemento e gli altri arredi urbani modello costiera romagnola, Bellegra ci piace! e poi da Iole, in via Roma al 60, si mangia veramente bene! la troviamo al primo colpo, senza stare a chiedere ai bellegrani, senza Trip Advisor, senza navigatore satellitare! E' una vera osteria "di una volta", con le tovaglie di carta, il vino sfuso ma buono (Olevano, ovviamente), il pane fragrante e l'anziana proprietaria che si aggira tra i tavoli distribuendo saluti ai conoscenti. Squisite le tagliatelle e ottimi i ravioli (prendiamo sia le une che gli altri), formidabili le polpette e imperdibile la bistecca: qui si può ancora trovare carne di manzo tenera e saporita! Vieni anche tu a provare, ma prenota prima, ché i posti a sedere sono proprio pochi...

sabato 11 maggio 2013

Ladispoli, Palude di Torre Flavia


Ladispoli, un tempo importante località di villeggiatura, ora grosso centro abitato di oltre 40.000 abitanti, non è solo case e palazzi: subito a nord della città c'è una zona umida di grande interesse naturalistico, la Palude di Torre Flavia.

Accediamo alla zona dalla parte estrema, dove c'è lo Stagno della Schiribilla. Chi sarà mai il titolare del luogo, dal nome tanto singolare? Si tratta di un uccello palustre che nidifica negli acquitrini. La Schiribilla è un gruiforme di dimensioni contenute e abitudini riservate: si nasconde nei canneti e si nutre affondando il becco nell’acqua alla ricerca di piccoli invertebrati, alghe o piante acquatiche.

Logicamente dobbiamo tenerci ai margini dello stagno, percorrendo uno stretto viottolo recintato: non è l'ideale per cercare di scorgere l'abitante del luogo, che già di suo fa di tutto per non mostrarsi. Non si vedono Schiribille in giro, ma si sentono i richiami, ammesso che non si tratti di ospiti abusivi... A segnalare la presenza della nostra piccola gru dagli occhi rossi sono i numerosi cartelli che invitano a non disturbarla durante il periodo di nidificazione. Nessun problema, da noi di certo non è stata disturbata!

Procediamo in direzione della torre o per meglio dire di quel poco che resta della torre militare romana, più volte nei secoli danneggiata e restaurata (nel XVI secolo fu Flavio Orsini a ricostruirla e darle il suo nome), e quasi distrutta da un bombardamento degli Alleati nel '43. I quattro spigoli separati dell'edificio penzolano ora sulla larga spiaggia di Ladispoli, sempre più inclinati, battuti dal mare e pericolosamente vicini al crollo definitivo.

Alle spalle di Torre Flavia una distesa di camper! Non è un periodo meteorologicamente favorevole, anzi questo sarà uno dei pochi fine settimana di maggio con il sole, e i camperisti evidentemente ne hanno profittato arrivando qui già di buon mattino: è poco più di mezzogiorno ma chi arriva ora trova posto solo molto lontano dal mare. "L'area attrezzata alla sosta" è separata dal "campeggio", un campeggio stanziale dove gli appassionati del mare si illudono di avere la seconda casa... Non è esattamente il posto dove ci piacerebbe passare le vacanze, ma meglio della città lo è senz'altro, la città di palazzacci e di traffico, quella dalla quale questa gente fugge, solo nei week end e sempre che non piova!

Ma la città avanza inesorabilmente, oramai è a poca distanza: il profilo minaccioso degli edifici di Ladispoli incombe a qualche centinaio di metri da queste finte ville al mare fatte di roulotte e tendoni, da questi giardinetti di fiori di plastica, da questi vacanzieri spalmati della prima crema solare della stagione, da questo minuscolo zoo di piccioni, pavoni e GALLINE! Che i bambini di città, iperattivi e stressati dalle plaistescion, dalle lezioni di scherma e di chitarra, per una volta si rilassino guardando da vicino come è fatto un pollo!
Intanto la Schiribilla è al sicuro nel suo stagno... 

domenica 5 maggio 2013

Primo contatto


Tornando a casa lungo la Flacca è impossibile non fermarsi a Sperlonga. A dirla tutta i posti dove ci fermiamo sono più d'uno, ma se dovessimo scendere in dettaglio dovremmo dirti almeno del Ristoro da Guido, sulla spiaggia di Sant'Agostino, dove si può gustare al volo un'ottima "tiella": si tratta di una torta salata farcita di polipetti, specialità cajetana.
A pochi chilometri il nuovo comodo accesso alla spiaggia sud di Sperlonga, con tanto di parcheggio a pagamento: un occasione per tentare il primo contatto dell'anno con il mare.
L'acqua è bellissima e fresca, il sole picchia e c'è chi non esita ad inoltrarsi, anche vestita, nel mare limpido. Come primo approccio può bastare, se ci si accontenta.

venerdì 3 maggio 2013

Costiera amalfitana


Da Napoli si parte per una passeggiata in costiera: il tempo oggi è bello e vale la pena fare qualche chilometro per vedere certi paesaggi, respirare quest'aria. Attraversiamo Gragnano e ci inerpichiamo sempre più su fino ad Agerola. Da qui poi raggiungiamo la frazione San Lazzaro, punto panoramico di estrema bellezza: siamo talmente in alto che quasi bisogna sporgersi per vedere Conca dei Marini, giù sotto.
Purtroppo la foschia impedisce di vedere chiaramente Capri, che si perde oltre la Punta Campanella.
Più vicini gli scogli Li Galli e quasi a portata di mano l'abitato di Praiano che precipita arditamente verso il mare. Non si vede il fiordo di Furore che pure meriterebbe una visita: c
he luogo meraviglioso! Ma qui è tutto bellissimo! E buonissimo!  
Non ci lasceremo certo sfuggire l'ottimo fiordilatte che si prepara da queste parti: ha una consistenza particolare e scricchiola sotto i denti. Si capisce così che è proprio quello originale di Agerola! E neppure possiamo perdere il buon vino di Gragnano: assomiglia ad un Lambrusco secco, ma è più corposo. Prelibatezze che gustiamo da Giannino, che ci delizia anche con il suo "rotolo" di pasta e fiordilatte, condito con ragù "bolognese" e con funghi porcini.