martedì 25 giugno 2019

Fano



A Fano ci andiamo da Urbino, prima con due amici, per poi tornarci da soli il giorno appresso e fermarci un po' e girare nei dintorni. Dintorni abbastanza allargati, perché come scoprirai nel post successivo ci sposteremo anche dall'altra parte del mare.
La prima volta abbiamo uno scopo preciso: tornare dopo quasi dieci anni da Maria a mangiare lo squisito pesce dell'Adriatico! E sì, ne è passato di tempo: siamo stati qui l'ultima volta con Giovanni. E' passato il tempo anche per Maria che ci confessa candidamente di avere ormai 86 anni! Ma è ancora attivissima: è lei che sta in cucina, decide se il "barchino" ha portato il pesce che la soddisfa, altrimenti il ristorante non apre, nel caso prende le prenotazioni e fa i conti.
A servire al tavolo è sempre la figlia Domenica, gentilissima, attenta, una malcelata vena artistica che esprime nell'eclettico arredamento del locale.


Da Maria il pesce è cotto al vapore: un po' di prezzemolo, un filo d'olio, ma di quello buono di un piccolo produttore della zona, due pomodorini, poca cipolla. Sapori a cui non siamo più abituati mangiando pesce sempre più o meno elaborato. Il rigore e la freschezza dei prodotti qui sono di casa e Maria ne è la guardiana inflessibile: le sogliole e le "cicale" non sanno di pesce, sanno di mare!

Un'altra gloria dell'Adriatico è il brodetto, un piatto povero dei pescatori di qui che utilizzavano il pescato difficile da vendere per la bassa qualità o le dimensioni troppo piccole dei pesci. Una zuppa che lungo il Tirreno è in genere più ricca e con "pezzature" più generose, ma che sull'Adriatico ha un sapore e un profumo che non possono far sorgere dubbi: è brodetto! E questo di Maria è eccellente.


Il giorno dopo si torna a Fano, ma non da Maria, ché una volta va bene, ma la seconda non ce la possiamo permettere. D'altronde qui non mancano i ristoranti di pesce: ne scegliamo uno "particolare". Siamo su un battello, un vero battello ancorato nel porto, accanto ai pescherecci che partiranno all'alba per rifornire il mercato di prodotto fresco. E nel piatto troviamo del buon pescato di ieri. Come facciamo a saperlo? Quasi difronte c'è l'enorme locale dove riescono a mangiare in stile mensa aziendale centinaia di persone contemporaneamente: Pesce Azzurro, della cooperativa pescatori di Fano. Questa barca, che prima si chiamava Scimitar, ora è gestita dalla stessa cooperativa. Dal produttore al consumatore: pesce più fresco di così...


Il porto a quest'ora ha un fascino che non ha eguali: è molto romantico stare qui appoggiati alla balaustra a guardare le luci che si accendono una dopo l'altra, gli scafi che dondolano dolcemente nell'acqua.


Certo, si potrebbe mangiare in questa elegante sala, ma è bellissimo stare fuori, nell'aria tiepida della sera.


La flotta è schierata: venerdì prossimo la vedremo sfilare all'alba davanti alla nostra finestra.


Dopo una buona (ed economica) cena, l'ideale è fare due passi per il paese: è l'ultima settimana di Giugno, eppure c'è già molta gente in giro. Anche questo è molto piacevole: non c'è niente di più squallido di un posto come questo quando non c'è nessuno. E non c'è niente di peggio di quando c'è troppa gente.
Attraversiamo il canale sul "finto-Calatrava" che ci permette di raggiungere il grande piazzale sul lato opposto.


Qui possiamo scattare qualche foto che ci piace: la sera a Fano si possono trovare scorci molto interessanti.


Al mattino scopriamo che anche dalla nostra stanza c'è una vista notevole.


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