domenica 27 gennaio 2019

Stimigliano


Ci sono posti anche molto graziosi che per un motivo o per un altro dimentichiamo e finiamo col non frequentare per anni: uno di questi è Stimigliano.
Per essere precisi, oggi nessuno ha deciso di venire qui, ma siamo a zonzo e ci capitiamo: stiamo percorrendo la Flaminia in questa uggiosa domenica di gennaio e  dopo Civita, non volendo allontanarci troppo, giriamo per la 657, quasi a tornare indietro. Una sosta al Vecchio Forno per il pane (ormai si panifica anche la domenica, un tempo era  una bestemmia!), un giro da un fornitissimo "cinese" nei pressi per comprare cose che non ci servono (va be', il tappetino per i gatti poteva essere una buona idea, salvo scoprire in seguito che a loro non piace), un'accorta deviazione per evitare Il Rigattiere, ché di cianfrusaglie ne abbiamo fin troppe, ed eccoci a Stimigliano.

Il ponte in legno, che ci aveva accolto la volta precedente è ancora qui. Sotto c'è quel che resta della struttura in muratura che consentiva il transito regolare delle auto. Tutto sommato è molto meglio che il traffico sia stato limitato: lo sappiamo che è tanto comodo avere l'auto sotto casa, ma è anche tanto brutto se la casa è in un borgo medievale.
In questi anni qualcosa è stato "imbiancato" - il palazzo del Comune, ad esempio - ma il paese conserva ancora la sua originalità: il castello Orsini non sembra aver subito ulteriori rimaneggiamenti, alcune case sono state restaurate con discrezione, molte restano così come le ricordavamo e purtroppo alcune sono ormai disabitate.

    
Quel che più conta è poter ancora respirare quell'odore di "paese", quei silenzi, quella tranquillità, nonostante un paio di B&B e tracce evidenti dello sforzo profuso nell'attirare turismo. Di sicuro non sarà d'accordo con noi il proprietario di Officina degli Spiriti, un piccolo negozio - laboratorio che incontriamo lungo la strada che attraversa il borgo: produce "liquori, infusi e macerati alchemici", ma anche conserve e vende erbe aromatiche e tisane. Per lui non sarebbe affatto male se qui ora ci fosse un folto gruppo di quei turisti che al momento latitano: come rappresentanti della categoria ci sentiamo in dovere di assaggiare alcuni dei suoi buoni prodotti e non andiamo via senza una bottiglia di genziana.
Il panorama da qui è notevole, anche se il freddo si fa sentire. Torniamo a casa scavalcando proprio il Soratte che si staglia all'orizzonte dal belvedere di Stimigliano.
Torneremo mai in questo bel paesino? Farlo sarebbe cosa buona.




sabato 12 gennaio 2019

Miseno


Chiariamo come stanno le cose: le nostre intenzioni erano altre. Quando siamo venuti da Il colmo del pizzaiolo noi intendevamo saggiare solo questa squisitezza che qui puoi vedere solo in foto...

...e invece siamo stati "costretti" a provare anche questo. E non solo.


Fortuna che una bella passeggiata dopo pranzo ha rimesso tutte le cose a posto: la spiaggia di Miseno è sempre splendida, estate e inverno.




martedì 1 gennaio 2019

Capodanno 2019



E' stato un anno bislacco il 2018. Bruciamo nel camino quel che ne resta.


Ma è inutile  un bilancio di ciò che è stato: lo sguardo non deve essere rivolto alle  spalle...


...e il nostro presente sarà sempre limpido  come le acque...


...nelle quali amiamo specchiarci.

sabato 29 dicembre 2018

Passignano sul Trasimeno e Corciano


Per l'ultimo viaggiucchio dell'anno ci dirigiamo con una coppia di amici verso il Trasimeno: vogliamo visitare Passignano, che ancora non conosciamo.
Come puoi vedere dalla foto, il posto è molto gradevole, si affaccia direttamente sul lago, con uno splendido panorama...


...quando c'è il sole! In realtà la foto precedente è di una cartolina, noi il paesaggio lo vediamo solo attraverso una densa nebbia!


Certo, chi è del luogo a queste cose non bada più di tanto e continua il suo lavoro come se nulla fosse. Ma noi non siamo qui per pescare e avremmo preferito un clima più mite. Comunque non ci scoraggiamo e facciamo un giro per le strette stradine del borgo. Il presepe vivente è di riposo e tutto sommato è una fortuna, altrimenti non avremmo potuto neppure percorrere questi vicoli che durante la manifestazione saranno zeppi di visitatori.


Vorremmo salire sulla rocca, da dove la vista sarà splendida, nelle giornate serene. Ma oggi è inutile sobbarcarci della scarpinata: anche da lì non si vedrà nulla.

Si viaggia - anzi, si viaggiucchia - non solo per diletto ma anche per conoscere: apprendiamo che nel '44 Passignano subì un violento bombardamento che distrusse la parte bassa della fortezza medievale. Sotto la pioggia di bombe trovarono la morte vecchi, donne e bambini. Ma l'obiettivo era militare: qui sorgeva la SAI Ambrosini, che all'epoca fabbricava aerei da combattimento.

Torniamo al diletto. E cosa c'è di più dilettevole di scoprire nuovi posti dove mangiare bene? Come sai, in questo siamo piuttosto bravi (e fortunati): senza tentennamenti ci infiliamo nella Bottega di Zefferino, una specie di salumeria con degustazione. E che degustazione! Anche i nostri amici sono piacevolmente impressionati dal menù di Zefferino.


Dopo il lauto e graditissimo pasto, un caffè e altri due passi nella nebbia, decidiamo di aver visto abbastanza di Passignano e ci spostiamo nella vicina Corciano.
Ci eravamo già stati un po' di anni fa (un bel po') ma eravamo capitati durante una manifestazione "medievale" e del paese non vedemmo moltissimo, presi com'eravamo dall'evento che coinvolgeva il paese tutto e i suoi abitanti.
Forse qui ce l'hanno come abitudine: va be' che siamo a ridosso del Natale, ma Corciano è stato interamente trasformato in un presepe a grandezza naturale!

I "pastori" e gli animali sono un po' rozzi, ma apprezziamo moltissimo lo sforzo di chi si è impegnato a lungo per regalarci queste scene.


Di sicuro non è stato un sentimento solo religioso a spingere molti corcianesi a lavorare per mesi ad un allestimento così complesso e senza alcun fine economico. E possiamo capirlo: anche noi, qualche anno fa, preparammo un bellissimo presepe nei locali della sezione dell'allora PCI, provando a giocare a Peppone e don Camillo... Giusto per ricordarlo, l'amministrazione di Corciano è al momento di centrosinistra.


Che dire? Corciano ci piace proprio. E c'è anche una casa in vendita che non è male: perché non farci un pensierino?

domenica 11 novembre 2018

Sutri


Se c'è una cosa che ci piace tanto è fare da Cicerone a chi il luogo non conosce e questa è l'occasione buona: torniamo a Sutri (ci eravamo stati a fine Agosto) per accompagnare in visita il ramo napoletano della famiglia, che mostra vivo  interesse per le bellezze della zona.


Combinazione, nella spianata della zona archeologica, ai piedi del colle Savorelli, c'è un bel mercato, ancora non infestato dagli addobbi natalizi: un giro e qualche piccolo acquisto non si possono e non si vogliono evitare.


Di qui passa la Francigena (e dove non passa?) e possiamo dire di averne percorso anche noi un tratto: almeno un centinaio di metri, sufficienti a raggiungere il sacello della Madonna del parto.
La chiesa, risalente al XIII secolo, è interamente scavata nel tufo: esternamente nulla fa pensare alle presenza di un tempio. L'articolato ambiente ipogeo, se si esclude la più recente zona absidale, nel I-II secolo era molto probabilmente un luogo di culto del dio Mitra: nel pavimento è perfettamente conservata la vasca dove con un battesimo dell'acqua si iniziavano gli adepti ai misteri del culto.
Come spesso si può riscontrare, riti e luoghi sono stati mantenuti dalla religione che ha preso il sopravvento: nei secoli queste grotte hanno conservato la loro funzione e il rito iniziatico che in seguito si è svolto non è dissimile da quello originario.






Sutri ha origini molto antiche, forse risalenti all'età del bronzo. Centro agricolo e commerciale nel periodo di dominazione etrusca, fu conquistata dai Romani nel 383 a.C., dopo la caduta di Veio.

Del periodo romano si conserva l'anfiteatro scavato nel tufo, databile tra la fine del I secolo a.C. e il I d.C. È a pianta ellittica e strutturalmente simile agli anfiteatri di Capua e Siracusa. La cavea è provvista di tre ordini di gradinate, che potevano ospitare fino a novemila persone: il sistema di scale e corridoi di accesso sono ancora oggi percorribili. La struttura, abbandonata con la caduta dell’Impero Romano, fino agli inizi del XIX secolo era completamente interrata e dimenticata. Tra il 1835 e il 1838 una campagna di scavo la riportò alla luce.


Dei bravi Cicerone sarebbero stati in grado di dare personalmente queste informazioni con le quali accompagniamo le foto, ma noi invece ci limitiamo a dire "bello! bello!", mentre una gentile guida locale ci fornisce dati e date.
La passeggiata sul colle è più avventurosa: ci infiliamo nel Bosco Sacro, anche se sarebbe chiuso ai visitatori dopo che la tempesta degli scorsi giorni ha abbattuto rami e interi alberi. In realtà è l'ingresso ad essere sbarrato, ma entrando dall'uscita... si può procedere lungo un percorso esclusivo, che ci riserva sorprese: il sottobosco è disseminato di numerosissimi funghi, commestibili e non, in quantità e varietà eccezionali. Ci limitiamo a scattare qualche foto: non vorremmo rovinare la piacevole gita con una raccolta avventata... visto che fra tanti esemplari siamo in grado di riconoscere solo questa russola.