In fuga dal nostro paese assediato da giovani festanti, ne approfittiamo per una tre-giorni a Scario. Antiche amicizie che frequentano o hanno frequentato Scario ci legano a questi luoghi magici anche se in realtà li vediamo per la prima volta. Ma tanto bene e tanto nel dettaglio ce ne hanno parlato negli anni che è come se qui fossimo già stati.
Alloggiamo presso la Country House Verdeblu, proprietà di Ornella, un'amica di Francesca, una struttura che occupa una vasta proprietà, abbastanza grande da comprendere un boschetto, un torrente, alberi da frutto, diversi animali e naturalmente ampi spazi comuni attrezzati. Un posto dove si potrebbero passare diversi giorni di vacanza senza neppure l'esigenza di uscirne. Ma siamo qui per andare in giro per il Cilento, come piace a noi, e ci mettiamo subito in marcia per raggiungere la poco distante Oasi delle Cascate Capelli di Venere a Casaletto Spartano.
Dalla foto si può avere solo una vaga idea della bellezza del luogo. Dal Capelvenere, la felce che ricopre abbondantemente le rocce, deriva il nome di questa splendida località, frequentata da amanti del trekking e fanatici viaggiucchiatori come noi. La possibilità di bagnarsi sotto le fresche cascatelle - alimentate dal Bussentino, un affluente del Bussento - non viene trascurata dai frequentatori dell'Oasi.
Il ponte in pietra che scavalca il fiume risale all'epoca dei Normanni. Più sicuro è quello in legno che mena al vecchio mulino ad acqua, restaurato e visitabile.
L'acqua del Bussento la troviamo il giorno dopo a Morigerati, dove il fiume, che scorre sotterraneo per buona parte del suo tratto, riappare nelle Grotte del Bussento, divenute oasi del WWF. Per raggiungerle si percorre un sentiero non molto impegnativo, eccezion fatta nelle ore estive più calde, quando noi decidiamo di affrontarlo. Ma lo spettacolo che si può ammirare entrando nella grotta vale la scarpinata.Anche in questo caso le emozioni non sono traducibili in immagini se non in minima parte.
Il Cilento non lesina emozioni a chi è disposto a camminare un po'. Bisogna solo mettersi d'accordo su quale sia questa quantità: potrebbe trattarsi di diversi chilometri di sentiero non agevole e con una discreta pendenza. Ma non ci lasciamo impressionare e affrontiamo decisi la strada che porta al pianoro di Ciolandrea. Scopriamo presto che potevamo parcheggiare molto più avanti e risparmiare un bel pezzo del percorso. Ma quella era la parte facile, carreggiabile, il sentiero difficile comincia appunto dove ci saremmo potuti fermare con l'auto... Dobbiamo percorrere un lungo tragitto non facile per giungere al punto panoramico dove si apre uno spettacolo di grande bellezza. Più avanti c'è un monte dalla cima ricoperta di antenne televisive: decidiamo che una volta tornati indietro raggiungeremo anche quella cima, comodamente, in auto.Finora il famoso mare del Cilento lo abbiamo visto a distanza o abbiamo fatto il bagno in posti non eccezionali. Dobbiamo farci accompagnare dall'amico Pino che qui è di casa per vedere una delle perle del Cilento, la Spiaggia della Sciabica. Ci si arriva solo via mare, con una barca che ti porta e che poi devi aspettare per tornare indietro. Dove siamo non c'è assolutamente nulla, solo sabbia grossa e mare cristallino e bisogna aver portato cibo e bevande e un ombrellone: qui non c'è nessun riparo dal sole fino al tramonto.
Concludiamo in bellezza con una fantastica cena per festeggiare il compleanno di Pino all'Osteria Tancredi, a Caselle in Pittari: se ti capitasse di andare in zona, non fartela mancare.